{"id":79,"date":"2020-03-20T19:24:12","date_gmt":"2020-03-20T18:24:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mingoia.it\/?p=79"},"modified":"2020-03-20T19:25:09","modified_gmt":"2020-03-20T18:25:09","slug":"smart-working-per-gli-studi-professionali-solo-vantaggi-ma-in-pochi-lo-sanno-agenda-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mingoia.it\/?p=79","title":{"rendered":"Smart working, per gli studi professionali solo vantaggi (ma in pochi lo sanno)"},"content":{"rendered":"\n<p>Lo <strong>smart working<\/strong> ha  vantaggi spesso sottovalutati dai professionisti che vi ricorrono. Non  solo \u00e8 in grado di massimizzare gli investimenti pregressi, ma perch\u00e9  risultato di un percorso di maturazione del modello organizzativo e di  business dello studio professionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito analizziamo i vantaggi della sua adozione e i fattori che al contrario la rallentano.<\/p>\n\n\n\n<h2>Smart working: facciamo chiarezza<\/h2>\n\n\n\n<p>Erroneamente identificato con il <strong>lavoro in mobilit\u00e0<\/strong>,  che ne \u00e8 parziale attuazione, lo smart working rappresenta sempre pi\u00f9  un nuovo modo di lavorare, di gestire le relazioni, di organizzare lo  studio, proiettandolo anche in un ambito sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Se il \u2018salto\u2019 da compiere non fosse soprattutto di <strong>natura culturale<\/strong>, lo smart working avrebbe tassi di diffusione molto pi\u00f9 elevati. <strong>La sua piena applicazione impatta, infatti, significativamente sull\u2019efficacia lavorativa<\/strong>, <strong>sulla produttivit\u00e0 e sul grado di autonomia del personale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u2018Smaterializzare\u2019 gli individui<\/strong>,  consentendo loro di lavorare ovunque e a qualsiasi ora, individuare  spazi e strumenti, anche all\u2019interno dello studio, adeguati alle  situazioni \u2013 <strong>riunioni, brainstorming con i colleghi, necessit\u00e0 di isolarsi per essere pi\u00f9 concentrati<\/strong> \u2013 significa rivedere alcuni <strong>paradigmi tradizionali del concetto di lavoro<\/strong>  e del luogo in cui esercitarlo, condividere con il personale le  esigenze di conciliazione tra famiglia e professione, alimentando un  dialogo non pi\u00f9 tra datore di lavoro e dipendente\/collaboratore ma tra  soggetti che, nel rispetto dei rispettivi ruoli, sono consapevoli di  partecipare al <strong>raggiungimento di obiettivi comuni<\/strong>. La <strong>fiducia tra le parti<\/strong> diventa, quindi, un mattone importante con cui realizzare una nuova idea di studio.<\/p>\n\n\n\n<h2>Le 3 prospettive dello smart working<\/h2>\n\n\n\n<p>Sono <strong>tre <\/strong>le <strong>prospettive<\/strong> con cui guardare lo <strong>smart working<\/strong>: culturale, digitale, collaborativa. Esaminiamole singolarmente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prospettiva culturale \u2013<\/strong> Avviare un progetto di smart working all\u2019interno di uno studio professionale significa aver maturato un\u2019idea di <strong>organizzazione diffusa<\/strong>,  in cui l\u2019esecuzione del lavoro non necessariamente si esprime in un  unico luogo. La relazione con i clienti, attraverso l\u2019attivit\u00e0 in  mobilit\u00e0, permette allo studio di rapportarsi con il cliente con <strong>nuove modalit\u00e0 di erogazione del servizio<\/strong>: <strong>non pi\u00f9 faldoni pieni di documenti cartacei <\/strong>durante  le visite al cliente, ma dispositivi tecnologici \u2013 tablet, PC \u2013 per  illustrare le informazioni, condivisibili magari anche attraverso il  portale dello studio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019area culturale<\/strong> <strong>\u2013<\/strong>\n E\u2019 quella che esprime la crescente consapevolezza da parte dello studio\n \u2013 professionisti, collaboratori, dipendenti \u2013 in merito alla capacit\u00e0 \ndelle tecnologie di generare valore. Questa non \u00e8 l\u2019area del saper usare\n la tecnologia, ma quella del <strong>comprendere a cosa serva la tecnologia<\/strong>, calata all\u2019interno della visione elaborata per lo studio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il personale, invece, diventa protagonista di un cambiamento nell\u2019esecuzione del lavoro. Si parla davvero di <strong>empowerment personale e organizzativo<\/strong>: obiettivi da raggiungere, indicatori di prestazione, verifiche periodiche, sistema premiante. <strong>L\u2019intero studio si muove lungo nuovi assi di sviluppo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prospettiva tecnologica \u2013<\/strong> Il<strong> cloud<\/strong> <strong>\u00e8 la vera tecnologia abilitante<\/strong>  per dare sostanza all\u2019idea di smart working, sia all\u2019interno dello  studio sia all\u2019esterno, coinvolgendo anche la clientela. Il cloud  diventa un fattore di integrazione di servizio e di processi lavorativi.  Il cloud consente di realizzare operativamente il disegno strategico  basato su un <strong>modello organizzativo e di business fondato sulla collaborazione<\/strong>.  Gli applicativi pi\u00f9 idonei sono quelli che permettono di realizzare,  per esempio, interazioni in tempo reale e svincolate dagli orari di  ufficio e dai luoghi, tracciabilit\u00e0 delle consultazioni\/modifiche  effettuate ai documenti\u2026 attraverso un nuovo modello di studio e di  servizio.<\/p>\n\n\n\n<p>I Servizi Gestiti possono essere un\u2019attivit\u00e0 estremamente redditizia. Quali gli strumenti utili?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prospettiva collaborativa \u2013 <\/strong>E\u2019un\n pilastro per avviare progetti di cambiamento e di smart working. Fare \nsmart working e gestire il lavoro in mobilit\u00e0 significa voler realizzare\n <strong>un\u2019idea collaborativa<\/strong>, in cui la relazione non \u00e8 pi\u00f9 \ndi fornitura nei confronti del cliente \u2013 inteso nella sua accezione pi\u00f9 \ncompleta di cliente interno (allo studio) e di cliente esterno (sul \nmercato) \u2013 ma di collaborazione nella costruzione e fruizione \ndell\u2019output generato. La collaborazione si spinge oltre, quando <strong>il modello diventa una leva di gestione del personale<\/strong>, delle sue aspettative e degli equilibri tra vita lavorativa e professionale.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Il lavoro in mobilit\u00e0 negli studi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Vediamo qualche dettaglio sul <strong>lavoro in mobilit\u00e0<\/strong> che, comunque, rappresenta un\u2019<strong>azione di livello culturale evoluto<\/strong> <strong>e una tessera importante per qualsiasi progetto di smart working<\/strong>. <strong>Gli studi multidisciplinari<\/strong> dimostrano una maggior propensione (<strong>Fig. 1<\/strong>)\n al lavoro in mobilit\u00e0 (collegamento dall\u2019esterno al gestionale di \nstudio) tra dipendenti e professionisti rispetto ai colleghi \nmonodisciplinari.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/dm2ue6l6q7ly2.cloudfront.net\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/04165402\/Diapositiva1-640x360.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019elevato livello culturale dei multidisciplinari<\/strong>\n \u00e8 ulteriormente avvalorato dal dato, fermo al 12%, che fotografa \ndisinteresse per questa progettualit\u00e0, fermo al 12%, pari alla met\u00e0 del \nvalore registrato nelle altre tipologie di studio. <strong>Avvocati sugli scudi, invece, per l\u2019adozione presso i professionisti<\/strong>,\n grazie anche alla specificit\u00e0 professionale (presenze in tribunale), \nche incoraggia naturalmente il lavoro in mobilit\u00e0. Avvocati fanalino di \ncoda, invece, rispetto ai dipendenti: fare smart working in questo caso \nnon \u00e8 una prassi diffusa, anzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le differenze, in sintesi, risiedono: nelle <strong>tipicit\u00e0 operative<\/strong> (avvocati maggiori utilizzatori), nel <strong>grado di cultura<\/strong>\n pi\u00f9 o meno orientata alle tre prospettive sopra esaminate (avvocati \nmeno disposti al lavoro di squadra con i dipendenti, studi \nmultidisciplinari meno restii all\u2019adozione futura), negli <strong>aspetti organizzativi<\/strong>\n (gli studi multidisciplinari, proprio per la trasversalit\u00e0 delle \nattivit\u00e0 svolte, frutto anche di aggregazioni intervenute in periodi \nsuccessivi, sono pi\u00f9 portati \u2018geneticamente\u2019 all\u2019integrazione e alla \ncollaborazione, pima all\u2019interno della struttura poi anche all\u2019esterno \ncon la clientela).<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Smart working, un lento decollo<br>\n<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Alla domanda \u201cNello studio ci sono dipendenti \nche lavorano regolarmente da casa?\u201d tutti gli studi, indistintamente, \ntendono ad appiattirsi sulle medesime basse percentuali (<strong>Fig. 2<\/strong>). <strong>Anche gli studi multidisciplinari crollano<\/strong>,\n rispetto a quanto di positivo visto per il lavoro in mobilit\u00e0. \u00c8 \nevidente che il salto culturale si \u00e8 interrotto quando gli schemi pi\u00f9 \nconsolidati sono messi in discussione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/dm2ue6l6q7ly2.cloudfront.net\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/04170211\/Diapositiva2-640x360.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Quali\n situazioni troviamo, invece, presso l\u2019esigua minoranza di studi \n(4%-6%), che hanno attivato questa espressione dello smart working? Le \nprincipali aree di miglioramento segnalate dagli studi professionali \nriguardano, nell\u2019ordine (<strong>Fig. 3<\/strong>), l\u2019<strong>efficacia lavorativa <\/strong>(34%), la <strong>produttivit\u00e0<\/strong> (33%) e il <strong>livello di autonomia<\/strong> (29%).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img src=\"https:\/\/dm2ue6l6q7ly2.cloudfront.net\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/04170243\/Diapositiva3-640x360.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Visto che i peggioramenti registrati su questi temi raggiungono al massimo l\u20191% dei casi, significa che <strong>attraverso lo smart working cresce la responsabilizzazione delle persone<\/strong> e anche la loro capacit\u00e0 di raggiungere gli obiettivi assegnati con livelli di efficienza superiori.<\/p>\n\n\n\n<p>In termini generali \u00e8 lecito affermare che <strong>lo smart working genera di gran lunga pi\u00f9 benefici che danni<\/strong>  nelle diverse declinazioni dell\u2019efficienza, dell\u2019efficacia, della  collaborazione e dell\u2019utilizzo della tecnologia. Unica eccezione le  distrazioni extra lavoro (15% vs 2%). Tuttavia, le ampie positivit\u00e0 gi\u00e0  sottolineate pi\u00f9 che compensano questo unico elemento negativo.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Rapporto fiduciario chiave di volta<br>\n<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Dal lavoro in mobilit\u00e0 allo smart working il passo pu\u00f2 apparire breve ma non sempre \u00e8 cos\u00ec<\/strong>.\n Se il primo rappresenta una tappa evolutiva di un sistema organizzativo\n che propone, attraverso la digitalizzazione, una modalit\u00e0 di lavoro con\n confini fisici e temporali pi\u00f9 laschi, con riflessi anche sulle \nmodalit\u00e0 di erogazione del servizio alla clientela, il secondo \u00e8 una <strong>modalit\u00e0 gestionale<\/strong>\n pi\u00f9 ampia, che contiene anche la prima, ma che riguarda il ridisegno \ndelle modalit\u00e0 lavorative, degli spazi fisici e della \nresponsabilizzazione dell\u2019intera organizzazione, toccando anche la <strong>sfera di natura<\/strong> <strong> sociale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>I paradigmi su cui si fonda lo smart working sono diversi da quelli tipici dei sistemi tradizionali, perch\u00e9<strong> si recupera la centralit\u00e0 degli individui e dei valori tipici dell\u2019organizzazione<\/strong>,\n utilizzando la tecnologia come strumento abilitante una nuova \nconcezione di lavoro e di motivazione al lavoro. I livelli di coesione e\n coinvolgimento del personale tendono a crescere perch\u00e9 la relazione \ndipendente-datore di lavoro evolve verso una collaborazione pi\u00f9 spinta, \nin cui i reciproci obiettivi trovano un maggiore equilibrio, \nindirizzandosi verso una relazione win-win.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>rapporto fiduciario<\/strong>,\n da entrambe le parti, \u00e8 ancora pi\u00f9 elevato. Da un lato, il datore di \nlavoro consente lo svolgimento delle attivit\u00e0 e il conseguente utilizzo \ndi informazioni e documenti al di fuori dello studio, dall\u2019altro, chi \nusufruisce di questa possibilit\u00e0, sa di poter conciliare le esigenze \npersonali con quelle professionali, dovendo garantire prestazioni \ninalterate rispetto a prima. <strong>Sono caratteristiche importanti, che necessitano, per\u00f2, di regole e meccanismi di controllo<\/strong>,\n di valutazione e di ricompensa, per salvaguardare la sicurezza, la \nprivacy, la qualit\u00e0 del servizio erogato dallo studio in tutte le sue \ndeclinazioni (puntualit\u00e0 e affidabilit\u00e0 in primis).<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 per\u00f2 un \ncaso che proprio in termini di efficacia, produttivit\u00e0 e autonomia lo \nsmart working produca, a detta degli studi che lo applicano \ncompiutamente, i benefici pi\u00f9 importanti.<\/p>\n\n\n\n<h2>Uno studio pi\u00f9 \u201cleggero\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Smart working non significa, per\u00f2, \u2018dimenticare\u2019 fisicamente una persona<\/strong>. Tra i <strong>meccanismi di integrazione<\/strong> \u2013 utili a mantenere il senso di appartenenza e la collegialit\u00e0 \u2013 vale la pena evidenziare le<strong> riunioni periodiche<\/strong> o alcuni momenti formativi congiunti, che diventano un valido strumento per non alterare gli equilibri della squadra.<\/p>\n\n\n\n<p>Dallo\n smart working possono derivare nuove concezioni di studio, pi\u00f9 leggero \nin termini di infrastrutture fisiche (gli spazi) o tecnologiche (cloud \nbased). Esaminato con un\u2019ottica grandangolare, <strong>lo smart working produce benefici che si riverberano anche sulla mobilit\u00e0 e sulla gestione del tempo libero<\/strong>:\n meno tempo trascorso nei trasferimenti e, quindi, meno inquinamento, ma\n anche maggiore tempestivit\u00e0 nella fruizione del proprio tempo libero, \nproprio perch\u00e9 gi\u00e0 al netto dei viaggi casa-studio-casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Una prassi adatta, allora, a chiunque? Potenzialmente s\u00ec, anche se i <strong>presupposti fiduciari e di visione<\/strong> per un concetto nuovo di organizzazione sono i pilastri fondamentali su cui costruire una nuova idea di studio. La <strong>\u2018dematerializzazione\u2019 del lavoratore<\/strong>,  cos\u00ec come per i documenti, non da tutti viene immediatamente accettata.  L\u2019abitudine alla vista della persona in un posto fisico adibito ad  ospitarla, non \u00e8 cos\u00ec facilmente superabile, esattamente come quando si  parla di documenti e cloud. <strong>La \u2018sparizione\u2019 dell\u2019oggetto \u2013 il server, il documento di carta<\/strong>  \u2013 ci fa perdere alcune certezze, esattamente come accade quando  \u2018perdiamo\u2019 il controllo visivo immediato sulla persona. Non a caso il  grado di diffusione dello smart working scende significativamente  rispetto al lavoro in mobilit\u00e0, anche presso quelle strutture che si  sono dimostrate pi\u00f9 attente a introdurre l\u2019innovazione per modificare i  modelli organizzativi e di business.<\/p>\n\n\n\n<p> <strong><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/giornalista\/claudio-rorato\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\" (apre in una nuova scheda)\">(articolo pubblicato su agendadigitale.eu a firma del Dott. Claudio Rorato)<\/a><\/strong>  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo smart working ha vantaggi spesso sottovalutati dai professionisti che vi ricorrono. Non solo \u00e8 in grado di massimizzare gli investimenti pregressi, ma perch\u00e9 risultato di un percorso di maturazione del modello organizzativo e di business dello studio professionale. 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